Concorso

CONCORSO INTERNAZIONALE PICTOR IMAGINARIUS “L’ARTE DEL MOSAICO”

Il mosaico è una forma di arte decorativa che è nata e risorta attraverso i secoli in mille forme diverse, con mille materiali differenti, in contesti e in continenti lontani tra loro; dalle più antiche decorazioni con coni di argilla colorati dell’area mesopotamica, agli intarsi in pietre dure dell’ Egitto arcaico, ai mosaici a ciottoli dell’area balcanica e mediorientale, per arrivare poi al mondo ellenistico e a quello romano dove il mosaico diventa una forma espressiva a tutto campo: pavimenti, pareti, quadri, soffitti. Ma non dobbiamo dimenticare nell’estremo oriente le maschere cinesi realizzate con pietre dure tagliate e accostate tra loro, d’altra parte molto simili a quelle precolombiane rinvenute in centro e sud America. Tutto questo per dire che dipingere ed esprimersi con materiali colorati sia naturali che artificiali è sempre stato in uso in tutte le civiltà antiche, anche non in contatto tra loro. Il mosaico greco-romano resta comunque la scuola per eccellenza, il periodo d’oro dell’arte musiva che lascerà una traccia indelebile in questo tipo di tecnica decorativa che rimarrà pressoché invariata nei secoli successivi e avrà la sua continuità e il suo sviluppo nel mondo bizantino e che, a più riprese, avrà e ha tuttora i suoi periodi di gloria e decadimento in tutta la storia dell’arte.

scrittore

Un aspetto è comune a tutti i tipi di mosaico di tutte le epoche e di tutte le zone di produzione è il messaggio diretto, l’immediatezza della percezione che si ha di fronte ad un’opera musiva, come di un’arte fatta a mano; il mosaico è costruito tessera dopo tessera, in un lavoro meticoloso, dove ogni elemento viene preparato, tagliato con la martellina, scelto e posato, non con un gesto ripetitivo, ma in processo costruttivo che parte da un progetto di massima e che si modifica mentre prende forma, mentre viene composto. E’ un lavoro on progress, dettato un pò dalla fantasia, un pò dal gusto creativo ma soprattutto dalla sintesi che l’occhio del mosaicista deve fare, per dare l’effetto di quel contrasto, di quella sfumatura voluta; per creare la quale, l’artefice non può, come in pittura miscelare i colori, ma deve creare per l’osservatore un’idea, una visione d’insieme, dove il passaggio cromatico non è graduale ma formato da tessere di colori ben definiti che, con la sapienza e l’accostamento mirato mediante contrasti anche forti e a volte tridimensionali, deve portare l’osservatore a vedere quell’immagine finita, a provare quell’emozione determinata.

Conclusa con successo la VI edizione e giunti alla programmazione della VII, il concorso oramai viaggia da solo, le richieste di adesione e di informazione arrivano a decine prima di riproporre l’evento, prima del bando. Gli amici, i colleghi, i mosaicisti che avevano partecipato alle scorse edizioni o che ne avevano sentito solamente parlare, con il semplice passaparola, hanno fatto il resto. I partecipanti vengono selezionati in due categorie, i professionisti e gli emergenti, e provengono da tutto il territorio italiano, dal nord al sud, e anche da paesi europei ed extraeuropei. Ci sono rappresentanze delle differenti scuole tradizionali di mosaico (Roma, Ravenna, Spilimbergo) ed anche persone che si sono avvicinate al mosaico attraverso altre esperienze o da autodidatti. Insomma le opere esposte nelle varie edizioni hanno presentato un panorama variegato e molto rappresentativo del mosaico contemporaneo.

Anche questa volta la mostra delle opere in concorso sarà ospitata nelle sale del Museo del Fiume nell’antico borgo medievale di Nazzano. Per la composizione della giuria si ripropone la stessa formula adottata negli anni precedenti, con uno o più grandi artisti affermati e attivi nel campo del mosaico, dei quali sarà presentata una mostra personale, in cui saranno esposte alcune delle più significative e importanti opere della propria carriera artistica. La commissione sarà inoltre composta da professionisti quali architetti, registi, attori, musicisti storici dell’arte, critici d’arte.

Tutto questo è reso possibile dalla collaborazione dei componenti della giuria, di Giada Malerba operatrice del Sistema Territoriale VATE presso il Museo del Fiume di Nazzano, dell’ architetto Carlo Celia che ogni anno contribuisce all’allestimento della mostra mettendo a disposizione la sua preziosissima esperienza, del Comune di Nazzano, del Sindaco Alfonso Giardini e di Umberto Pessolano direttore del Museo del Fiume. Come ogni anno ci sarà la collaborazione della Riserva Naturale Nazzano, Tevere-Farfa, della cooperativa sociale “Le mille e una notte”, l’associazione Sabinarte, la Proloco di Nazzano, l’Univarsità Agraria e di tutti gli amici che ci hanno aiutato, supportato e sopportato nella costruzione e nella riuscita di questo evento.

Con la voglia, il desiderio e la promessa di continuare in questa spendida avventura.

 

Curatore del settore Arti Musive del Museo del Fiume
Alessandro Lugari

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