Fabula

ASSOCIAZIONE CULTURALE “FABULA”

 

web:https://www.facebook.com/AssociazioneCulturaleFabula/posts/607255722624339

L’idea di costituire un’Associazione culturale, ha sempre, in se, qualcosa di utopico e per certi aspetti velleitario. La stessa idea di cultura o di culturale, è così ampia nelle sue varie accezioni tanto da poter apparire una parola quasi svuotata di significato. 
Per noi la parola “cultura” ha un forte fascino. E’ un fascino che da sempre, insieme alle parole curiosità, esplorazione, conoscenza, sapienza, dubbio… antropologia ci ha intrigato. Una fascinazione come quella delle favole appunto, anzi no delle “fabulae”. Si la fabula latina con i suoi portati semantici, dall’affabulazione alla confabulazione, è il termine che abbiamo più sentito vicino al sapore che per noi ha la parola cultura.

tempio_egina

La cultura come una grande storia, fatta dagli uomini, nella loro dimensione bio-psico-sociale, che nel trascorrere del tempo si dilata fino a perdersi appunto nella “notte dei tempi”. E ogni notte ha una sua fabula, un suo racconto, una sua idea di principio così come di fine. Inizia prima l’atomo o il “ verbo” che lo scopre e lo descrive? In questo gioco infinito tra l’oggetto e la sua descrizione, tra un’ipotetica realtà ed un autentico immaginario si inserisce la nostra idea di “fabula”.

fabula_logo

La rappresentazione grafica di tutto questo è per noi l’arte, in tutte le sue forme, in tutti i suoi stili, ma nel nostro specifico, l’arte del mosaico; tanti pezzi distinti che da lontano formano un’immagine, ma che da vicino vediamo essere un insieme di tessere, un puzzle cromatico, come la cultura appunto che più la si osserva e più ci rendiamo conto essere composta da tante tessere di saperi e di idee , tra loro incastrate e connesse in un mosaico “mentale”, di fatto illimitato.

Un’altra rappresentazione è l’uomo, fatto di tanti organi, e di tanta storia, individuale e sociale. Una storia esplicita (ufficiale) ed una nascosta, inconscia. Questa fabula inconscia o nascosta all’individuo è la psiche, e l’arte della psiche, la psicoterapia, è qualcosa di analogo, in senso inverso, a quella del mosaico. Nella psicoterapia, da un’immagine che produce sofferenza, il lavoro terapeutico, va alla ricerca delle tessere più nascoste del mosaico, del puzzle umano, nel tentativo di mostrarle al suo autore ed insieme al suo autore. E questo lavoro terapeutico può essere individuale, di coppia, familiare, di gruppo, di super visione, ma la cosa importante è che porti a ciascuno la possibilità di mettere in discussione quanto e come di quel mosaico ci sia da modificare.

Un’altra rappresentazione che si apparenta a vari livelli con le prime due, è il viaggio, i viaggiatori, l’accoglienza. Dove se non nel cambiare luogo nello “spostarsi” ci è possibile vedere di noi e del mondo, quegli aspetti che dal posto in cui eravamo non riuscivamo a cogliere?

Ma chi è il soggetto più direttamente coinvolto in queste tre dimensioni accennate, se non il bambino, l’adolescente o l’adulto – che perennemente ha a che fare col suo “bambino interno” – che esplora il mondo, che scopre la bellezza, che struttura la sua psiche?
A tutto questo, alla cultura, alla psiche, all’arte, al viaggio, ai bambini ed agli adolescenti è dedicata la nostra fabula, la nostra associazione.

PS Dimenticavo! A noi piace il simposio, il convivio, insomma il gioco serio della commedie humaine , in questo senso partiremo da due storie.
Una riguarda la dea Aphea ed il suo tempio, nell’isola greca di Egina, il cui mito segnò l’entrata in scena – 4000 anni fa circa – di una immagine del femminile non solo ed esclusivamente legata alla fertilità, ma anche e sempre di più, al piacere dell’amore.
L’altro racconto è quello della storia di S. Cristoforo e della sua rilettura psichica circa la fatica, a volte improba, di portare con se, negli anni, il proprio bambino interno …. Senza rimanerne schiacciati!!

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